Guida definitiva agli ETF: Exchange Traded Funds
Come funzionano, le quattro cose da guardare prima di comprarne uno, quali indici hanno senso, perché settoriali e fattoriali sono vie di mezzo che non funzionano e come vengono tassati in Italia.
In questa guida
Cos’è un ETFCome si sceglieQuanto pesa il TERQuali indiciAccumulazioneI settorialiI fattorialiGli ETF a levaLe tasseCos’è un ETF
Un ETF è un fondo quotato in borsa. Compri una quota, come compreresti un’azione, e dentro quella quota ci sono tutte le aziende dell’indice che il fondo replica, nelle proporzioni decise dall’indice stesso.
È l’unica riga che vedi nel tuo portafoglio, ma dietro ci sono centinaia di società. Non scegli quali: le prendi tutte, quelle che andranno bene e quelle che distruggeranno valore, e ottieni per definizione il rendimento del mercato meno i costi.
Questo è il punto di forza e il limite dello strumento, ed è anche il motivo per cui io non li uso. Ma se non hai intenzione di studiare le aziende una per una, un ETF ampio è la risposta giusta, e non c’è niente di male nell’ammetterlo.
dentro ci sono
Cinquecento quadratini, uno per azienda, comprati tutti insieme e nelle proporzioni decise dall’indice. Gli otto scuri sono le prime posizioni: da soli pesano più di un quarto del totale.
Le quattro cose che contano
Costo
TER
La commissione annua, tolta ogni giorno dal valore della quota. Sugli indici principali si trova sotto lo 0.20%, a volte sotto lo 0.10%. È l’unica variabile che conosci in anticipo con certezza: tutto il resto è previsione.
Replica
Fisica o sintetica
La fisica compra davvero i titoli dell’indice. La sintetica usa uno swap con una controparte: costa meno su alcuni mercati e su certi indici americani è fiscalmente più efficiente, ma aggiunge il rischio che la controparte non paghi.
Dividendi
Accumulazione o distribuzione
Ad accumulazione i dividendi restano dentro e compongono senza passare dal fisco ogni anno. A distribuzione te li accredita e li tassa subito. Se non ti servono per vivere, l’accumulazione è quasi sempre la scelta giusta.
Domicilio
Irlanda, e la dimensione
Quasi tutti gli ETF che compri in Europa sono di diritto irlandese o lussemburghese: sono armonizzati, quindi con una fiscalità chiara. Guarda anche il patrimonio: sotto i 100 milioni il fondo rischia di essere chiuso e liquidato.
Quanto pesa il TER
Delle quattro variabili, il TER è l’unica che puoi controllare davvero, ed è quella che la maggior parte delle persone sottovaluta. Non perché la cifra sia grande, ma perché si applica ogni anno a un capitale che nel frattempo cresce. L’altra voce che lavora in silenzio è l’inflazione, e quanto pesa lo dice il calcolatore dedicato.
Muovi i cursori e guarda la differenza in fondo: è lo stesso motivo per cui un consulente all’1% l’anno non ti costa l’1%, ma una fetta molto più grande di quello che avresti avuto.
Con TER 0.07%
190,968 €
Con TER 1.00%
160,357 €
Differenza dopo 20 anni
30,612 €
Il 16.0% di quello che avresti avuto con il fondo più economico.
Lo scarto non è la commissione: è la commissione più tutto quello che quella commissione non ha mai composto. Per questo su orizzonti lunghi qualche decimo di punto pesa molto più di quanto sembri.
Quali indici hanno senso
Tre indici coprono di fatto tutte le esigenze di chi vuole comprare il mercato: S&P 500, MSCI World e Nasdaq 100. Tutto il resto è una variazione sul tema, spesso più cara.
Conviene sapere cosa si compra. Il MSCI World si chiama “mondiale”, ma i paesi emergenti non ci sono e gli Stati Uniti pesano circa il 70%: è molto meno diversificato di quanto il nome lasci credere.
E in tutti e tre gli indici le prime posizioni pesano moltissimo, perché sono indici pesati per capitalizzazione. Comprando l’S&P 500 stai comprando soprattutto una decina di grandi aziende tecnologiche americane, che tu lo voglia o no.
Le prime posizioni di un indice
35%
prime 7
NVDA8.0%
AAPL7.5%
MSFT5.6%
AMZN3.7%
GOOGL5.6%
AVGO2.5%
META2.3%
S&P 500
~10% annuo dal 1957
100% Stati Uniti
Le 500 maggiori quotate americane, pesate per capitalizzazione.
MSCI World
~8% annuo dal 1970
70% Stati Uniti
Oltre 1,300 aziende di 23 paesi sviluppati. Sviluppati, non tutto il mondo.
Nasdaq 100
~13% annuo dal 1985
100% Stati Uniti
Le 100 maggiori non finanziarie del Nasdaq: tecnologia in gran parte.
Accumulazione o distribuzione
Due fondi sullo stesso indice, con la stessa performance, possono lasciarti in tasca cifre molto diverse. Cambia solo quando arriva il fisco: sulla cedola ogni anno, o sulla plusvalenza quando vendi. Su come vengono tassati torniamo più avanti.
E se il flusso ti serve davvero, l’accumulazione non te lo toglie: il dividendo te lo prendi vendendo una fetta del fondo, quando vuoi tu e per l’importo che decidi tu. Con un vantaggio: il fisco tassa solo il guadagno contenuto in quella fetta, non tutta la somma che prelevi.
A distribuzione
192,762 €
Ad accumulazione
212,393 €
Quanto vale rimandare la tassa
19,630 €
Stesso indice, stesso rendimento: cambia solo quando arriva il fisco.
E se il dividendo ti serve davvero?
Vendi una fetta del fondo ad accumulazione, quando vuoi tu. Su un prelievo pari al 2.0% il fisco tassa solo il guadagno che c’è dentro, non tutta la somma: 3,403 € netti contro i 2,853 € della cedola.
I settoriali e i tematici
Accanto agli indici larghi ci sono gli ETF che comprano un solo settore, come tecnologia, salute o energia, oppure un tema: intelligenza artificiale, semiconduttori, acqua, difesa.
Comprarne uno è una scelta attiva, non un investimento passivo. Stai dicendo che quel settore farà meglio del mercato: esattamente il tipo di previsione che chi compra ETF dice di non voler fare. Solo che la fai senza scegliere le aziende, quindi ti prendi anche tutte le peggiori del settore.
C’è poi un problema di tempismo che non riguarda te ma chi emette i fondi. Un tematico nasce quando il tema è già di moda, perché è allora che si raccoglie: il prodotto arriva dopo la corsa, e i soldi arrivano dopo il prodotto.
Se una storia ti convince abbastanza da volerci esporre il capitale, tanto vale studiare le due o tre aziende che la incarnano davvero. Se non ti convince fino a quel punto, non ti convince abbastanza.
Il tempismo di un tematico
La storia parte
I prezzi salgono
Esce l’ETF tematico
Arrivano i soldi
La media torna
Semiconduttori
SOXX, SMH · UCITS: VanEck Semiconductor
Software
IGV · UCITS: iShares Global Tech
Difesa e aerospazio
ITA · UCITS: VanEck Defense, WisdomTree Europe Defence
Energia pulita
ICLN · UCITS: iShares Global Clean Energy (INRG)
Intelligenza artificiale
UCITS: Xtrackers AI & Big Data, WisdomTree AI
Acqua
UCITS: iShares Global Water
I fattoriali: tutto beta e niente smart
Negli ultimi anni è nata la moda degli ETF smart beta, o fattoriali: puntano su un “fattore” come value, momentum o quality, per cercare più rendimento di un ETF di mercato.
Investire in fattori presuppone che esistano inefficienze prevedibili, sfruttabili in modo sistematico, e che continuino a esistere nel tempo. Tre ipotesi, tutte da dimostrare.
Il problema non è nemmeno quello. Un fattoriale ha un TER più alto per costruzione, perché c’è una componente di gestione attiva. Quindi deve generare alpha persistente solo per pareggiare il costo in più. E se quell’alpha esistesse davvero, tutti si sposterebbero su quella strategia finché non viene arbitraggiato via: resterebbe solo beta, pagato di più.
C’è anche una contraddizione di fondo. Chi compra ETF di solito lo fa perché non crede nella gestione attiva e considera il mercato efficiente. Comprare un fattoriale significa dire, nella stessa frase, che le inefficienze non esistono e che si ha intenzione di sfruttarle.
| Fondo | Rend. | Beta | TER |
|---|---|---|---|
ETF di mercato Dumb beta | 10.00% | 1.0 | 0.20% |
ETF fattoriale Smart beta | 11.00% | 1.1 | 0.50% |
Indice a leva 1.1 Stesso rischio | 11.00% | 1.1 | 0.22% |
Quanto alpha c’è qui dentro
11.00% − (1.1 × 10.00%) = -0.00%
Zero. Quel punto in più di rendimento è tutto spiegato dal beta: hai preso il 10% di rischio in più, e il mercato te l’ha pagato. Al netto del TER più alto l’alpha diventa -0.30%.
Quello che ti stai promettendo
4.3 volte l’indice
In 40 anni, solo grazie al fattore. Ci credi?
- Quota del mercato posseduta
- 85.7%
- Diventa il mercato dopo
- 45 anni
limt → ∞ ETF Smart = ETF Dumb
Il vantaggio si compone come tutto il resto: qualche punto all’anno diventa un multiplo dell’indice nel giro di una vita da investitore, e una quota crescente di tutto il mercato. Se ti sembra troppo, è perché lo è: molto prima di arrivarci, i soldi degli altri investitori avrebbero già arbitraggiato via il vantaggio.
Gli ETF a leva e il volatility decay
Un ETF a leva 2x o 3x non moltiplica il rendimento del periodo: moltiplica quello giornaliero. Ogni sera il fondo ribilancia per ripristinare la leva, e quel ribilanciamento lascia un segno.
La conseguenza è che due giorni che per l’indice si annullano, per il fondo no. È il volatility decay: non dipende dalla direzione del mercato, solo da quanto oscilla. Mercato laterale e nervoso è lo scenario peggiore, perché perdi senza che sia successo niente.
Sono strumenti costruiti per essere tenuti un giorno, non un decennio. Il marketing li vende come “l’indice, ma di più”: sono un’altra cosa, e su orizzonti lunghi quel decay se li mangia.
Al limite non si tratta nemmeno di decay: si azzerano. A un 3x basta che l’indice perda un terzo in una sola giornata perché il valore vada a zero. Non è teoria: dopo le sedute estreme questi fondi vengono chiusi e liquidati, e chi era dentro non ha il tempo di aspettare il rimbalzo.
Attenzione a non confonderli con la leva classica, quella di un margine o di un Credit Lombard. Lì prendi a prestito una cifra, compri, e il debito resta quello: non c’è nessun ribilanciamento giornaliero, quindi nessun decay. I rischi ci sono, ma sono altri: il costo degli interessi e la margin call se il collaterale scende troppo.
Due giorni: +10%, poi −9.09%. L’indice torna esattamente da dove era partito.
E una sola giornata da −34%, come ne è già successa più di una.
Come vengono tassati in Italia
Qui c’è l’asimmetria che quasi nessuno spiega, e che vale la pena conoscere prima di comprare, non dopo.
Su un ETF armonizzato, i guadagni sono redditi di capitale e vengono tassati al 26%. Le perdite, invece, sono redditi diversi. Le due categorie non si parlano: se vendi un ETF in perdita, quella minusvalenza non può essere usata per abbattere il guadagno di un altro ETF.
Con le azioni singole non succede: lì guadagni e perdite stanno nella stessa categoria e si compensano. È una differenza concreta, che con un po’ di volatilità in portafoglio pesa più di qualche decimo di TER.
Le minusvalenze restano utilizzabili per l’anno in corso e i quattro successivi, e puoi compensarle con altri redditi diversi: plusvalenze da azioni, obbligazioni o certificati. Se investi in regime amministrato ci pensa la banca; in dichiarativo tocca a te tenerne il conto.
Se vuoi vedere quanto pesa il 26% sul tuo caso, c’è il calcolatore delle tasse.
ETF armonizzato
Guadagni
Redditi di capitale
Perdite
Redditi diversi
Categorie diverse: la minusvalenza di un ETF non abbatte il guadagno di un altro ETF.
Azione singola
Guadagni
Redditi diversi
Perdite
Redditi diversi
Stessa categoria: guadagni e perdite si compensano fra loro.
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Chi c'è dietro
Giacomo Di Pinto
Fondatore di Fossato Economico dal 2021, gestisce The Moat ed è Co-Founder e CEO di Sherpo. Ha formato oltre 250 investitori.

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