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Fossato Economico
GuidaCome si sceglie

Stili di stock-picking: value, GARP e growth

Le tre famiglie in cui si dividono gli investitori, i 13 sotto-insiemi che ci stanno dentro, e perché l’etichetta conta molto meno di dove sbaglia il mercato.

In questa guida

Le tre famiglieValue classicoModern valueGrowthDa dove arriva il rendimentoPerché contano poco

Le tre famiglie

Nello stock-picking le strategie si possono dividere, a grandi linee, in tre tipologie. Quello che le separa non è il tipo di azienda: è quanto si è disposti a pagare per gli utili di oggi, e quindi quale parte del futuro si sta comprando in anticipo.

Ognuna delle tre si divide ancora in base al tipo di azioni che compra: la mia divisione conta 13 sotto-insiemi, e li trovi qui sotto uno per uno, con i multipli che ciascuna famiglia è disposta a pagare.

Paga poco

Value classico

Compra a multipli bassi e aspetta che il mercato torni alla media.

Paga il giusto

Modern value, o GARP

Compra buona crescita a una valutazione che regge il confronto con un titolo di stato.

Paga molto

Growth

Compra crescita alta ed è disposto a pagare multipli elevati per averla.


Value investing classico

Gli investitori value classici cercano aziende che scambiano a bassi multipli, puntando a una mean reversion: il mercato ha prezzato l’azienda come se il peggio fosse permanente, e basta che cambi idea perché il prezzo salga.

È la scuola di Graham, e il suo punto di forza è che non chiede all’azienda di fare niente di straordinario. Il punto debole è lo stesso: se il multiplo basso è giustificato, perché il business si sta restringendo davvero, puoi aspettare per sempre. Il prezzo scende insieme agli utili, e quello che sembrava uno sconto era solo una descrizione.

Per questo qui conta il catalyst: qualcosa che costringa il mercato a guardare di nuovo. Senza, la tesi si regge sulla pazienza di chi la tiene.

  • Net-net (Graham)
  • Special situation
  • Turnaround
  • Asset play
  • Cicliche slow
  • “Value” stock

Multipli di mercato

P/E

20x

S&P 500

<15x

Value

Circa il 30% in meno per ogni euro di utile.

Ordini di grandezza, non quotazioni: quello che conta è il divario, cioè il fatto che si compra a sconto rispetto al mercato.

Metriche più usate

  • EPS
  • P/B
  • EV/EBITDA
  • 52 week low
  • BVPS, OCF, NWC
  • Debito netto / EBITDA

Dove finiscono di solito

  • Intel
  • PayPal
  • Nike
  • Ford
  • eBay
  • Etsy
  • Stellantis
  • Micron
  • SanDisk
  • Verizon
  • Target
  • Starbucks
Esempi di come vengono classificate, non indicazioni su cosa comprare. La stessa azienda cambia casella quando cambia il prezzo.

Modern value investing, o GARP

Gli investitori value moderni, o GARP (Growth At a Reasonable Price), cercano buona crescita a valutazioni ragionevoli. Il confronto non è più con la media storica del multiplo, ma con le alternative: se un titolo di stato decennale rende il 5%, un’azienda che rende un 5% di free cash flow e cresce è un’altra cosa.

Cambia anche cosa si guarda. Non il book value, che per un’azienda fatta di software e marchi non dice quasi niente, ma il ROIC, il margine lordo e la crescita del free cash flow: i numeri che dicono se il vantaggio competitivo esiste e se il capitale reinvestito rende.

Il lavoro si sposta tutto sul business. Un multiplo si giustifica solo se la crescita è ancora lì fra cinque o dieci anni, quindi la domanda non è se l’azienda cresce oggi, ma quanto a lungo può continuare a farlo senza che qualcuno glielo impedisca.

  • Quality stock
  • “Value” + “Growth”
  • Hi-ROIIC machine

Multipli di mercato

FCF yield

5%

Bond 10Y

~5%

GARP

Stesso rendimento, ma uno dei due cresce ogni anno.

Il metro è il costo opportunità: a parità di rendimento, quello che cresce vale di più di quello che resta fermo.

Metriche più usate

  • ROIC e ROIIC
  • Margine lordo
  • FCF e gross profit YoY %
  • EV/EBIT
  • PEG
  • Tasso di reinvestimento

Dove finiscono di solito

  • Apple
  • Microsoft
  • Alphabet
  • Amazon
  • Meta
  • Visa
  • Mastercard
  • Coca-Cola
  • Ferrari
  • ServiceNow
  • Netflix
  • Booking
Esempi di come vengono classificate, non indicazioni su cosa comprare. La stessa azienda cambia casella quando cambia il prezzo.

Growth investing

Gli investitori growth cercano solo aziende che crescono molto, e sono disposti a pagare multipli elevati per averle. Spesso gli utili non ci sono ancora, quindi il multiplo si sposta sui ricavi: non più quante volte gli utili, ma quante volte le vendite.

Il conto torna solo se la crescita dura. Pagare dieci volte i ricavi significa che il prezzo di oggi contiene già diversi anni di esecuzione perfetta: se la crescita rallenta prima, il multiplo si sgonfia e si perde due volte, sugli utili mancati e su quanto il mercato è disposto a pagarli.

Dentro questa famiglia ci sono anche le hypergrowth, quelle che crescono del 40% o più l’anno, dove la distanza fra il risultato migliore e quello peggiore è enorme. È il posto dove la scommessa sul singolo titolo pesa di più.

  • Momentum stock
  • “Growth” stock
  • Cicliche growth
  • Hypergrowth

Multipli di mercato

EV / Sales

2.5x

S&P 500

10x+

Growth

Quattro volte quello che il mercato paga in media, per ogni euro di ricavi.

Quando gli utili non ci sono ancora, il multiplo si sposta sui ricavi. Il valore varia moltissimo da azienda ad azienda: l’ordine di grandezza è questo.

Metriche più usate

  • Revenue YoY %
  • Rule of 40
  • Net revenue retention
  • SBC % dei ricavi
  • Margine lordo in salita
  • 52 week high

Dove finiscono di solito

  • Nvidia
  • Tesla
  • AMD
  • Arm
  • Palantir
  • AppLovin
  • Shopify
  • Snowflake
  • Zscaler
  • Lumentum
  • Rocket Lab
  • SpaceX
Esempi di come vengono classificate, non indicazioni su cosa comprare. La stessa azienda cambia casella quando cambia il prezzo.

Da dove arriva davvero il rendimento

Il prezzo di un’azione è due numeri moltiplicati: gli utili e il multiplo che il mercato ci appiccica sopra. Quindi anche il rendimento si spacca in due pezzi, e uno solo dei due dipende dall’azienda.

Le tre famiglie sono tre modi di scommettere su uno dei due termini. Il value classico compra il multiplo e spera che risalga, il growth compra gli utili futuri e accetta che il multiplo scenda, il GARP chiede che nessuno dei due lavori contro.

Muovi i cursori: a multiplo fermo il rendimento è esattamente la crescita degli utili. Tutto il resto è il mercato che cambia idea su quanto valgono.

10% l’anno
Quanto crescono gli utili dell’azienda, ogni anno.
20x
20x
Quanto il mercato pagherà quegli utili alla fine del periodo.
10 anni

Il tuo rendimento

10.00%

l’anno, cioè 2.59x il capitale in 10 anni.

Da dove arriva, ogni anno

Crescita degli utili+10.00%
Cambio di multiplo+0.00%

Il rendimento è quasi tutto crescita degli utili, a multiplo fermo. È il caso più onesto da sottoscrivere, perché non chiede niente al mercato.

Sul lungo periodo il pezzo che resta è quasi solo il primo: oltre i dieci anni il cambio di multiplo spiega una frazione minima del rendimento. Se vuoi vedere quanta crescita un prezzo sta già dando per scontata, il DCF inverso fa il conto al contrario.


Perché le etichette contano poco

Queste distinzioni sono poco utili ai fini pratici. Descrivono il prezzo, non l’azienda: “value stock” vuol dire soltanto che il mercato ha deciso di pagarla poco, e quella stessa azienda cambia casella il mese dopo senza aver fatto niente di diverso.

Ciò che conta, alla fine di tutto, è capire dove e perché il mercato si sbaglia. Nessuna delle tre famiglie te lo dice: ti dice solo che tipo di errore stai cercando, se un prezzo troppo basso oggi o una crescita che nessuno ha ancora messo nei conti.

E in assenza di catalyst, la strategia che conviene è cercare aziende sottovalutate con un fossato economico: se non c’è niente che costringa il mercato ad aggiornare il prezzo in fretta, l’unica cosa che lavora per te è l’azienda che continua a crescere mentre aspetti.

È anche il motivo per cui non difendo nessuna delle tre. Cerco aziende disruptive con caratteristiche precise, e l’occasione può arrivare da qualunque casella: quello che guardo è il divario fra il prezzo e quello che l’azienda sta diventando. Come la chiama il mercato il giorno dopo è un problema suo.


Domande frequenti


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Ultimo aggiornamento: settembre 2026 · 11 minuti di lettura.

Chi c'è dietro

Giacomo Di Pinto

Fondatore di Fossato Economico dal 2021, gestisce The Moat ed è Co-Founder e CEO di Sherpo. Ha formato oltre 250 investitori.

Chi sono

Giacomo Di Pinto

L’etichetta non sceglie le aziende. Il metodo sì.