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Fossato Economico
SuperinvestorWarren Buffett

Chi è Warren Buffett

Settant'anni di lavoro con lo stesso mestiere: comprare quote di aziende e tenerle. Quello che è cambiato, e conviene sapere in che ordine, è cosa ha considerato una buona azienda.


Chi è

Warren Buffett, nato a Omaha nel 1930, è l'investitore su cui poggia mezzo secolo di divulgazione finanziaria, spesso male. Non ha inventato il value investing: lo ha ereditato da Benjamin Graham, e poi lo ha cambiato.

Fino a inizio 2026 è stato amministratore delegato di Berkshire Hathaway, la società che ha costruito a partire da una filatura in liquidazione. Oggi ne è presidente, e la gestione operativa è di Greg Abel.

La parte utile della sua storia non è il patrimonio. È che il metodo con cui lo ha costruito è scritto, anno per anno, in documenti che chiunque può leggere gratis.

  1. 1930

    Omaha

    Nasce e resta. L’ufficio da cui ha gestito Berkshire è a un quarto d’ora da dove è cresciuto.

  2. 1951

    L’anno con Graham

    Alla Columbia, dove prende l’unica A+ che Benjamin Graham abbia mai dato.

  3. 1956

    Il primo fondo

    Torna a Omaha e apre la Buffett Partnership con i soldi di amici e familiari.

  4. 1965

    Prende Berkshire

    Una filatura in declino, che userà come contenitore per tutto il resto.

  5. 2026

    Lascia la guida

    Greg Abel diventa amministratore delegato. Buffett resta presidente.


Quello che imparò da Graham

Alla Columbia seguì il corso di Benjamin Graham, e ne uscì con l'unica A+ che Graham avesse mai dato. Poi lavorò due anni per lui, alla Graham-Newman.

Da lì porta via due cose che non ha mai messo in discussione: un'azione è una quota di un'azienda, e va comprata abbastanza sotto il suo valore da sopportare di aver sbagliato i conti. Il resto del metodo di Graham, invece, lo ha abbandonato.

Il limite

Il sigaro mozzicone

Graham comprava aziende scadenti a prezzi talmente bassi da valerne comunque la pena: l'ultima boccata gratis di un sigaro buttato. Funziona finché i soldi sono pochi. I suoi libri restano l'origine di tutto, ma non sono il posto da cui partire.


Il primo fondo, dal 1956 al 1969

Tornato a Omaha aprì la Buffett Partnership con il denaro di amici e familiari, accanto a quasi tutto il proprio. Tredici anni, un rendimento composto del 29.5% annuo e nemmeno un anno chiuso in perdita.

È il periodo che vale di più da studiare, perché gestiva poche decine di milioni: poteva comprare qualsiasi cosa, come chiunque legga questa pagina. La chiuse proprio quando smise di essere vero.

Approfondimento

Le 7 ground rules, le commissioni e i numeri anno per anno

Come si faceva pagare, le sette regole che scrisse ai soci, le tre categorie in cui divideva il portafoglio e perché chiuse nel 1969: la pagina dedicata alla Buffett Partnership.


Il salto che gli fece fare Munger

Nel 1965 Charlie Munger gli fa notare che le regole di Graham funzionano solo finché i soldi sono pochi, e che comprare aziende eccellenti a prezzi equi scala meglio.

La prova arriva nel 1972 con See's Candies, pagata un multiplo che Graham avrebbe rifiutato. Alzava i prezzi ogni anno senza perdere clienti e senza dover reinvestire quasi nulla: esattamente quello che un fossato economico permette di fare.


Berkshire, e perché funziona

Berkshire Hathaway era una filatura del New England in declino. Buffett la comprò perché era a sconto, la definì poi l'acquisto più stupido della sua vita, e la usò come contenitore per comprare tutto il resto.

Il carburante

Il float

Le assicurazioni incassano i premi oggi e pagano i sinistri domani. Nel mezzo quel denaro si investe: se la raccolta è in utile, costa meno di zero.

La struttura

Aziende intere

Ferrovie, energia, assicurazioni, manifattura. Non solo titoli in portafoglio: società possedute al 100% che mandano cassa al centro.

La regola

Niente dividendo

Berkshire trattiene tutto. La promessa implicita è che ogni dollaro trattenuto valga più di un dollaro distribuito, e va verificata.

Copiare il portafoglio di Berkshire da un 13-F serve quindi a poco: la parte che genera il vantaggio non è l'elenco dei titoli, è come viene finanziato.


Come sceglie un'azienda

I filtri che ripete da decenni sono quattro, e li applica in quest'ordine. Saltarne uno per entusiasmo sugli altri è il modo più comune di sbagliare.

  1. 1

    La capisco?

    Il circle of competence. Non conta quanto è grande il perimetro, conta sapere dove finisce: se non sai spiegare come l’azienda fa soldi a qualcuno che non se ne intende, sei fuori.

  2. 2

    Durerà?

    Il fossato economico. Serve un motivo per cui i margini di oggi saranno ancora lì fra dieci anni, quando la concorrenza avrà avuto tutto il tempo di provarci.

  3. 3

    Chi la guida?

    Gente onesta e capace, che tratta il capitale degli azionisti come proprio. Si vede da come alloca la cassa e da come scrive quando le cose vanno male.

  4. 4

    A che prezzo?

    Un prezzo ragionevole, con margine di sicurezza. Il quarto filtro arriva per ultimo: un prezzo basso non ripara un’azienda che non supera i primi tre.


Cosa ha sbagliato

Vale la pena leggerli, perché li scrive lui e perché sono gli stessi errori che fanno tutti, solo con più zeri.

1962

Berkshire Hathaway

Comprata a sconto perché costava poco, in un settore che stava morendo. La chiamò l'azione più stupida che avesse mai comprato.

1993

Dexter Shoe

Un calzaturificio pagato in azioni Berkshire. L'azienda andò a zero, le azioni no: il conto di quell'errore cresce ancora oggi.

Gli anni 2000

Quello che non comprò

Ha ammesso di aver capito Google e di non aver fatto niente. Un errore di omissione costa quanto uno di commissione, ma non compare nei rendiconti.


Cosa leggere, se vuoi le fonti

Le lettere agli azionisti di Berkshire sono pubbliche, gratuite e ordinate per anno. Le lettere ai soci della partnership coprono il periodo precedente. Insieme sono il ragionamento fatto in diretta, non ricostruito dopo.

Se preferisci partire dalle frasi e risalire al contesto, ho raccolto le citazioni di Buffett e Munger per tema, ognuna con la sua fonte.


Domande frequenti


Da leggere dopo

Ultimo aggiornamento: settembre 2026 · 9 minuti di lettura.

Chi c'è dietro

Giacomo Di Pinto

Fondatore di Fossato Economico dal 2021, gestisce The Moat ed è Co-Founder e CEO di Sherpo. Ha formato oltre 250 investitori.

Chi sono

Giacomo Di Pinto

Il metodo è scritto. Applicarlo a un'azienda vera è un'altra cosa.