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Fossato Economico
GuidaIl mestiere

Cos’è il Venture Capital

Gli attori, i round, la matematica per cui una scommessa paga per tutte le altre, e le due scuole che si dividono la Silicon Valley.

In questa guida

Cos’èChi ci mette i soldiI roundUno paga per tuttiIl legame con la borsaWest vs EastCosa me ne faccio

Cos’è, e da dove viene

Il venture capital è capitale di rischio dato a chi fonda un’azienda, in cambio di una quota e insieme al supporto per farla crescere. Senza, buona parte delle aziende che oggi guidano i mercati non sarebbe mai esistita.

Nasce nella Silicon Valley attorno al 1959, dopo il transistor e il circuito integrato: serviva un modo per finanziare imprese che non avevano niente da dare in garanzia, solo un’idea e delle persone.

La differenza con una banca è tutta lì. Nessuno chiede collaterale, si compra una quota del futuro, e si mette in conto che la maggior parte di quelle quote non varrà niente.

Il private equity fa un altro mestiere: compra aziende mature, in maggioranza e spesso a debito, e lavora su qualcosa che già funziona.


Chi ci mette i soldi

Non è un solo tipo di investitore, ma una catena: ognuno entra in un momento diverso, con un assegno diverso e una tolleranza al rischio diversa.

Pre-seed

Angel investor

Privati, spesso ex founder, che mettono capitale proprio per il 2-5% dell’azienda.

Pre-seed e seed

Acceleratori

Fra 50 e 500 mila dollari più supporto operativo, in cambio del 5-12%.

Dalla Series A

Fondi VC

Assegni più grandi nei round successivi, di solito dopo il product-market fit.

Prima di tutto

Incubatori

Più diffusi in Europa. Di norma niente equity: spazi, struttura e accompagnamento.

I nomi che sentirai nominare

Fondi e acceleratori fra i più citati. Dentro ognuno vale la stessa struttura degli hedge fund: i limited partner mettono i capitali, i general partner li investono con la formula 2 e 20, e il fondo ha una vita di circa dieci anni.

I round, dal primo assegno all’unicorno

Ogni round finanzia il pezzo successivo della dimostrazione: prima che il prodotto esista, poi che qualcuno lo compri, poi che si possa venderlo su scala, poi che il modello regga fuori dal mercato di partenza.

A ogni passaggio salgono assegno e valutazione, e scende il rendimento atteso. Non perché gli investitori diventino generosi, ma perché parte del rischio è stata eliminata da quello che l’azienda ha già fatto.

Un’azienda valutata oltre il miliardo all’ultimo round viene chiamata unicorno: è una valutazione privata, concordata fra due parti, quindi dice quanto ha pagato l’ultimo investitore, non quanto quell’azienda vale per il mondo.

  1. Pre-seed

    Angel e acceleratori

    Assegno
    fino a $1M
    Valutazione
    $1M - $8M
    Quota ceduta
    10-20%
    IRR atteso
    50-100%
  2. Seed

    Acceleratori e micro-fondi

    Assegno
    $1M - $5M
    Valutazione
    $5M - $25M
    Quota ceduta
    15-25%
    IRR atteso
    40-70%
  3. Series A

    Fondi VC, dopo il product-market fit

    Assegno
    $2M - $15M
    Valutazione
    $15M - $80M
    Quota ceduta
    15-25%
    IRR atteso
    30-50%
  4. Series B

    Fondi più grandi, si scala

    Assegno
    $10M - $100M
    Valutazione
    $60M - $250M
    Quota ceduta
    10-20%
    IRR atteso
    25-35%
  5. Series C e oltre

    Growth equity e crossover fund

    Assegno
    oltre $100M
    Valutazione
    da $200M in su
    Quota ceduta
    5-15%
    IRR atteso
    20-30%
Valutazioni post-money, e ordini di grandezza più che regole: negli Stati Uniti stanno in alto in quelle fasce, in Europa e in Italia spesso molto più in basso, e un pre-seed può chiudersi anche sotto il milione. Quello che non cambia è la direzione: più tardi entri, meno rischio corri, meno azienda ti danno e meno rendimento puoi chiedere.

Uno paga per tutti gli altri

Qui la differenza con i mercati quotati è profonda. I rendimenti delle azioni si distribuiscono intorno a una media, quelli del venture seguono una power law: circa il 90% del risultato arriva dal 10% degli investimenti, e la maggior parte degli altri vale zero.

Un fondo, quindi, non si chiede quante ne sbaglierà, ma quanto può valere una se va spettacolarmente bene. Muovi i cursori e guarda quanto pesa una sola partecipazione sul risultato finale.

Ritorni dei mercati azionari

Molti risultati vicini alla media, pochi disastri, pochi trionfi. Sbagliare una scelta costa, ma non decide il portafoglio.

Ritorni del venture capital

Quasi tutto a zero e una coda sottile che va lontanissimo. Il risultato del fondo è quella coda, non la media di quello che ha comprato.

Forme indicative, non dati. Sull’asse orizzontale il rendimento di una singola posizione, su quello verticale quante ne finiscono lì.

Un fondo da $100M, diviso in parti uguali. Una sola partecipazione va molto bene, le sopravvissute restituiscono una volta e mezza il capitale, le altre vanno a zero.

20 investimenti
60% va a zero
40x
Quanto rende la migliore, sul capitale che le è stato dato.

Il fondo restituisce

2.52x

cioè $253M su $100M, prima delle commissioni.

Da dove arrivano quei soldi

Il 79% del risultato arriva da una sola delle 20 partecipazioni. 12 sono andate a zero, e non è un incidente: è il modello.

Per questo un fondo non ragiona per media ma per coda destra: l’unica domanda che conta è quanto può valere una scommessa se va spettacolarmente bene, non quante ne sbaglierà.


Il legame con i mercati quotati

Un fondo ha due sole uscite: la quotazione in borsa o l’acquisizione. Tutte e due valgono di più quando il mercato paga multipli alti, quindi il venture capital non è mai separato da quello che succede in borsa.

Il ciclo è questo: mercati forti, uscite migliori, rendimenti migliori, più capitale raccolto, più startup finanziate, più quotazioni. E al contrario, quando i multipli si sgonfiano, la catena si ferma in tutti i suoi anelli.

Per chi compra azioni quotate la conseguenza è concreta: quando molto capitale privato entra in un settore, i concorrenti finanziati abbassano i prezzi e alzano la spesa in pubblicità e infrastruttura. Quei soldi finiscono nei conti delle aziende che hai in portafoglio.

Il rapporto fra valutazioni pubbliche e investimenti venture è documentato dallo studio di Gompers e altri, del 2005, sui cicli degli investimenti venture.


West Coast e East Coast: i numeri o la storia

Nel venture americano convivono due filosofie opposte, ed è una differenza soprattutto culturale. È anche la stessa frattura che sui mercati quotati separa chi parte dai numeri da chi parte dal potenziale.

Conoscerle serve perché lo stile che scegli diventa in fretta path dependence: cultura e abitudini sono la cosa più difficile da cambiare, in una persona come in un’azienda.

East Coast

I numeri

Boston, Harvard, la Silicon Alley

  • Più formale
  • Più avverso al rischio
  • Unit economics e KPI

Pro. Sta coi piedi per terra: cerca margine di sicurezza nella trazione già ottenuta ed evita le aziende con economics che non funzionano.

Contro. Pochi colpi enormi. Unit economics e KPI cambiano in fretta, e si finisce con una lunga coda di partecipazioni mezze vive.

West Coast

La storia

San Francisco, Stanford, la Silicon Valley

  • Più informale
  • Più propenso al rischio
  • Team, TAM, opzionalità

Pro. Trova le aziende che creano un mercato o lo espandono. Il team, su cui punta, è spesso un indicatore più anticipatore dei KPI.

Contro. Wishful thinking. Anche la squadra migliore, contro economics che non funzionano e mercati commodity, non ce la fa.

È la stessa frattura che sui mercati quotati separa chi parte dai numeri da chi parte dalla storia. Damodaran, in “Narratives and Numbers”, dice semplicemente di non sceglierne una sola.

Cosa me ne faccio, sui mercati quotati

Volevo posizionarmi a metà fra le due scuole e sono finito circa 70% West Coast e 30% East Coast: peso molto gli aspetti qualitativi, ma li lego sempre alle unit economics e guardo le base rate. Nel mio framework solo due elementi su sette sono quantitativi.

Come un fondo, cerco le aziende che possono andare spettacolarmente bene, il che vuol dire sottoscrivere tassi di crescita sulla coda destra e non sulla media. È l’unico modo per trovare qualcosa che faccia 10x.

Con una differenza che cambia tutto: sui mercati quotati, se le mie ipotesi si rivelano sbagliate o i fatti cambiano, posso uscire quando voglio. Un fondo resta dentro per anni, che gli piaccia o no.

Il consiglio che darei a chi inizia è di prendere subito il meglio dei due approcci. Lo stile personale arriva da solo, e assomiglia sempre a chi sei.


Domande frequenti


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Ultimo aggiornamento: settembre 2026 · 12 minuti di lettura.

Chi c'è dietro

Giacomo Di Pinto

Fondatore di Fossato Economico dal 2021, gestisce The Moat ed è Co-Founder e CEO di Sherpo. Ha formato oltre 250 investitori.

Chi sono

Giacomo Di Pinto

Cercare la coda destra, potendo uscire quando vuoi.