Il costo del capitale, e perché è una soglia
Non compare in nessun bilancio, eppure decide se un investimento ha senso. Il costo del capitale è quello che rinunci a guadagnare altrove, ed è la soglia che ogni euro impiegato deve battere.
Come è finanziata
- Equity70%
- 8.5%
- Debito30%
- 3.8%
WACC
7.1%
La soglia da battere
Sotto il 7.1%, crescere distrugge valore
In questa guida
Cos’èIl costo dell’equityIl costo del debitoIl WACCA cosa servePerché Buffett non lo usaCos’è il costo del capitale
Il costo del capitale è il rendimento minimo che un investimento deve produrre per valere la pena di essere fatto.
Nessun bilancio lo registra, perché nessuno lo paga per davvero: è un costo opportunità. Chi mette i soldi in un'azienda rinuncia a metterli da un'altra parte, e vuole almeno quanto otterrebbe lì a parità di rischio. Se l'azienda non lo produce, quel capitale sarebbe stato meglio altrove.
Due fonti
Chi finanzia vuole essere pagato
Gli azionisti vogliono un rendimento per il rischio che corrono, e sono gli ultimi a essere pagati.
I creditori vogliono interessi, e vengono prima. Chiedono meno proprio perché rischiano meno.
Il costo dell’equity
Gli azionisti non hanno una cedola scritta da nessuna parte, quindi il loro rendimento richiesto va stimato. Il modo standard è il CAPM.
Si parte da quanto rende un titolo di stato, e si aggiunge un premio per il rischio di essere azionisti invece che creditori, scalato per quanto quel titolo si muove rispetto al mercato.
Re = rf + β × ERP
3.5% + 1.0 × 5% = 8.5%
Costo dell'equity
8.5%
3.5% + 1.00 × 5%
Tutta la retta è questa: parti dal risk-free e sali in proporzione al beta. Due aziende con lo stesso beta hanno lo stesso costo dell'equity, qualunque cosa facciano.
Il costo del debito, e lo scudo fiscale
Il debito costa meno dell'equity per due motivi. I creditori rischiano meno, quindi chiedono meno. E gli interessi sono deducibili: abbassano l'imponibile, quindi una parte del costo la paga lo Stato.
È lo scudo fiscale, e vale solo finché l'azienda produce utili su cui pagare tasse.
Rd × (1 − aliquota)
5% × (1 − 24%) = 3.8%
Il che non vuol dire che convenga indebitarsi il più possibile. Oltre una certa soglia il rischio di fallimento cresce, i creditori alzano il tasso e gli azionisti pretendono di più: salgono entrambe le componenti, e lo scudo non basta più a compensarle.
Il WACC: la media delle due
Il WACC è la media fra le due, pesata per quanto l'azienda usa dell'una e dell'altra.
Muovi il beta e il peso del debito: sono i due input che spostano di più il risultato, ed entrambi si stimano.
WACC
7.1%
Il rendimento minimo per non distruggere valore.
Costo dell'equity
- 8.5%
Debito al netto delle tasse
- 3.8%
rf + β × ERP
Rd × (1 − aliquota)
WACC = E/V × Re + D/V × Rd × (1 − t)
70% × 8.5% + 30% × 5% × (1 − 24%) = 7.1%
A cosa serve davvero
Primo uso
Il tasso di sconto
È il tasso con cui si riportano a oggi i flussi futuri in un DCF. Scontare al 10% invece che all'8% può togliere un quarto del valore: la differenza si compone su tutti gli anni.
Secondo uso
La soglia
È il numero contro cui si misura il ROIC. Sopra, crescere crea valore. Sotto, crescere lo distrugge. È l'uso più importante dei due.
Perché Buffett non lo usa
Munger è stato brutale sul tema: diceva di non aver mai sentito una discussione sensata sul costo del capitale nelle riunioni di Berkshire. Per loro il costo del capitale è semplicemente il rendimento della seconda migliore idea disponibile. Se hai in mano qualcosa che rende il 12%, ogni altra cosa deve battere il 12%.
Il problema di fondo è il beta. Nel CAPM il rischio è la volatilità, quindi un'azienda solida il cui prezzo è appena crollato risulta più rischiosa. Ma a metà prezzo, a parità di business, è meno rischiosa: hai più margine di sicurezza, non meno.
Per questo molti investitori usano un rendimento richiesto fisso, per esempio il 10% per qualunque azienda, e gestiscono l'incertezza con il margine di sicurezza sul prezzo invece che gonfiando il tasso. È una scelta più onesta, perché tiene separate due domande diverse: quanto voglio guadagnare, e quanto sono sicuro dei miei numeri.
Gergo
WACC is wack
Il fastidio è diventato modo di dire: fra chi investe si sente che il WACC è wack, e che il CAPM si scrive meglio CRAPM.
Sono battute da addetti ai lavori, non citazioni di qualcuno. Però dicono bene il punto: sono modelli che sembrano precisi perché tirano fuori un numero con i decimali, mentre ognuno degli input da cui quel numero esce è una stima.
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Chi c'è dietro
Giacomo Di Pinto
Fondatore di Fossato Economico dal 2021, gestisce The Moat ed è Co-Founder e CEO di Sherpo. Ha formato oltre 250 investitori.

Una soglia, non una formula.
